Il terrorismo moderato delle parole crociate

magdi

Molti di volti già sapranno che il prossimo giugno 496 milioni di cittadini europei dovranno scegliere a chi assegnare le 763 poltroncine dell’Europarlamento. L’occasione è una di quelle da non lasciarsi scappare, soprattutto se si ha l’impellente desiderio di partorire nuovi frugoletti politici.

Come Protagonisti per l’Europa Cristiana, il fiocco azzurro fissato alla porta blindata di Magdi Allam. Ricordate quel giornalista egiziano convertitosi dall’Islam al Cattolicesimo solo qualche mese fa e battezzato il giorno di Pasqua direttamente dalle mani di Ratzinger?

Quel giorno, dovendo scegliere un nome di battesimo, il buon catecumeno ebbe l’idea geniale che avrebbe sottolineato nel migliore dei modi possibili la sua folgorazione sulla via di Bagnasco*:

“Cristiano. Mi chiamerò Cristiano”.

Un po’ come chiamare Automobile l’ultima vetturina di casa Fiat.

Calcoli approssimativi fanno risalire il natale mediatico di Magdi Allam all’indomani dell’11 Settembre 2001. Nel momento in cui la popolarità del mondo arabo toccava il suo punto più basso (almeno dall’avvento di Porta a Porta), apparve sui nostri schermi questo esemplare di egiziano composto ed emaciato. Apparentemente insensibile alle tempeste ormonali dei Luttwak e dei Bin Laden, il buon Magdi finì per conquistarsi l’allora preziosa qualifica di “musulmano moderato esperto di cose arabe”.

Ruolo che non mancò di propagare nella sua fertile produzione letteraria che, oltre a svariati articoli su La Repubblica e Il Corriere della Sera, annovera saggi dall’encomiabile carattere distensivo che rimarranno nella storia della mediazione interculturale.

Titoli come “Bin Laden in Italia. Viaggio nell’Islam radicale” e “Kamikaze made in Europe. Riuscirà l’Occidente a sconfiggere i terroristi islamici?”, oltre ad essere tuttora i libri più letti nelle peggiori scuole coraniche di Kandahar, hanno occupato per svariate settimane la Top Ten dei libri più regalati e subito rivenduti ai mercatini dell’usato. Intonsi e con l’etichetta adesiva copri-prezzo ancora fresca di colla.

Scorrendo la sua bibliografia viene il sospetto che nel Manuale del Buon Musulmano Moderato** siano riportati precetti ben precisi. Due di questi è probabile che siano:

“Onora il Paese in cui vivi” e “Ricordati di svincolarti dalle posizioni antisioniste”.

Infatti il buon Magdi, che pare che a scuola i compiti li abbia sempre fatti, sforna in rapida successione: “Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?” e “Viva Israele. Dall’ideologia della morte alla civiltà della vita: la mia storia”. Con quest’ultimo vince il premio Dan David dell’Università di Tel Aviv per “il suo incessante lavoro mirante a favorire la comprensione e l’integrazione fra le culture”.

Non c’è niente da ridere. Ha vinto 1 milione di dollari.

E poi provateci voi a vincere il Nobel per la Pace dopo aver raso al suolo Stoccolma.

Dev’essere a quel punto che i panni del musulmano moderato devono cominciare a stargli stretti, perché all’improvviso (almeno in senso mediatico) comincia ad agghindarsi da ultras cattolico. Il giorno del suo battesimo giustificherà la sua inversione con queste parole:

“L’Islam è fisiologicamente violento e storicamente conflittuale”.

Gli scheletri degli armadi vaticani tremano a tal punto che la Santa Sede prende subito le distanze dal suo nuovo associato. Ma solo per evitare il crollo del bel colonnato del Bernini.

Ed è così che arriviamo alla stretta attualità e alla nascita del suo nuovo partito. In un’intervista al Corriere della Sera, giornale di cui è stato vice-direttore, lo presenta così:

“Protagonisti per l’Europa Cristiana non è un partito religioso. È un partito laico. Anche i musulmani di buona volontà saranno ben accetti.”

Come possa considerarsi laico un qualcosa che miri al rilancio di una qualsiasi religione temo proprio di non capirlo, ma so a chi si riferisce quel “musulmani di buona volontà”: a tutti i musulmani nati al Cairo che hanno ricevuto un’educazione prima dalle suore Comboniane e poi nel collegio egiziano dei padri Salesiani.

Esattamente come Magdi, che forse un po’ Cristiano lo è da sempre.

A proposito, sta arrivando il Natale. Se la stella cometa vi guiderà in una libreria, non avrete difficoltà a trovare il nome di Magdi Cristiano Allam scritto su una copertina bianca insieme a questo titolo: “Grazie Gesù. La mia conversione dall’Islam al Cattolicesimo”.

Prendetelo pure in mano, ma mi raccomando: maneggiatelo con estrema cautela.

Non vorrete mica diventare ciechi?

emilio fidel

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Note

* Angelo Bagnasco, cardinale e presidente della Conferenza Episcopale Italiana

** Sull’effettiva esistenza del Manuale del Buon Musulmano Moderato non si hanno al momento delle prove certe, ma solo voci incontrollate che sostengono sia nascosto in un doppiofondo del cassetto in cui Magdi Allam terrebbe i calzini bianchi e l’ultima edizione della Bibbia illustrata da Giobbe Covatta.

Bibliografia

2001 – Diario dall’Islam. Cronache di una guerra
2001 – Bin Laden in Italia: viaggio nell’Islam radicale.
2003 – Saddam: storia segreta di un dittatore.
2004 – Kamikaze made in Europe. Riuscirà l’Occidente a sconfiggere il terrorismo islamico?
2005 – Vincere la paura. La mia vita contro il terrorismo islamico e l’incoscienza dell’Occidente.
2006 – Io amo l’Italia, ma gli italiani la amano?
2007 – Viva Israele. Dall’ideologia della morte alla civiltà della vita.
2008 – Grazie Gesù. La mia conversione dall’Islam al cattolicesimo.
2009 – Islam & Gabbana. L’omosessualità segreta di Maometto (con prefazione di Cristiano Magdi Malgioglio)
2010 – Rimettete le croci nei vostri cannoni, per Dio!
2011 – Cambiarsi la vita per 30 denari.

 

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